Indice degli argomenti

  • The Travel Agency Weblog

    Viaggi in rete

  • Presentazione

    Non siamo neutrali. Inutile nascondersi che chi tiene questo laboratorio parte da un orizzonte di significati con cui legge la realtà e il senso del lavoro educativo. Fra gli autori che rappresentano il substrato su cui si innesta l'attività qui proposta, Freinet  e Morin su tutti, ho scelto di partire citando un'intervista di Noam Chomsky, rilasciata il 01/02/2012 su un sito, Learning without frontiers, ora non più attivo, che proponeva l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per la creazione di una comunità scientifica internazionale in campo educativo. Riporto il link al video su youtube e di seguito il file con la mia, approssimativa, traduzione dall'inglese.

    Si tratta di una esplicita scelta di campo: "Non importa quello che IO tratterò in questo laboratorio; importa quello che VOI scoprirete".


    File: 1
  • Cos'è un weblog

    Un weblog o blog è un "diario" online. Aprire un blog online è un'operazione molto semplice e può essere fatta gratuitamente cliccando ponew travel agencychi pulsanti su web hosting (società che forniscono spazio sul web). Esistono anche molte piattaforme web gratuite con cui uno smanettone riesce a pubblicare online il proprio blog, lasciandosi maggiore spazio di personalizzazione dell'ambiente.

    Di fatto un blog è uno strumento molto flessibile e offre molteplici possibilità. In particolare si può usare come strumento per inserire periodicamente contenuti tematizzati, condividerli e interagire con altri utenti online.

    Nel nostro caso useremo WordPress, che è la piattaforma open source con cui è realizzato anche il sito del MCE. L'utilizzo di questo strumento è semplice e consente molte possibilità. Nel caso ne vogliate realizzare uno, online è disponibile un servizio che permette di pubblicare un sito wordpress base gratuitamente, mentre molti web hosting offrono un sistema di installazione automatico.

    Il nostro weblog wordpress si intitola New Travel Agency ed è ospitato dall'hosting Altervista gratuitamente (che però vorrebbe che introducessimo delle inserzioni pubblicitarie).


    Compito: 1
  • Domande

    question mark

    Imparare a fare le domande è considerato un compito scontanto. In realtà esercitare gli studenti a fare domande significa sviluppare un approccio curioso alle tematiche, in cui le dimensioni della ricerca e della scoperta diventano l'occasione per trasformare gli apprendimenti in vere e proprie conquiste personali.

    Da dove partire?

    Possiamo, in gruppo, leggere alcune citazioni celebri sulle "domande" e dalle considerazioni che facciamo approfondirne il valore in campo educativo. Per ora mettiamo in gioco noi, poi proviamo a coinvolgere i nostri studenti. Online si trovano siti di citazioni, per cui intanto potete seguire questo link. Ho tratto questa proposta, sia nel complesso che nell'uso di questa tecnica (riflettere a gruppi su frasi celebri) dal libro QTasks: how to empower students to ask questions and care about answers.

    Un paio di citazioni giusto per non restare a bocca asciutta:

    "La chiave di tutte le scienze è senza dubbio il punto di domanda. Dobbiamo la maggior parte di tutte le scoperte al "Come?" e la saggezza nella vita consiste forse nel chiedersi, a qualunque proposito, "Perché?", Honoré de Balzac

    "La stupidità deriva dall'avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall'avere, per ogni cosa, una domanda.", Milan Kundera

    "L'assurdo nasce dal confronto fra la domanda dell'uomo e l'irragionevole silenzio del mondo." Albert Camus.

  • L'educazione interculturale

    multiculturale

    Un'agenzia di viaggio: l'occasione per fare ricerche e conoscere altri paesi, magari esplorando destinazioni non convenzionali. Un sito internet e altri strumenti online: tecnologie dell'informazione e della comunicazione, strumenti che ci possono consentire un dialogo a distanza, un incontro con altre persone. Siamo al centro del senso di questo laboratorio. 

    Centro e periferia

    Mentre stavo preparando il laboratorio mi sono imbattuto su radio 3 mondo in un'intervista a David Forgacs che stava presentando il libro Margini d'Italia. Il libro tratta diverse figure "emarginate" a partire dagli '70 dell'ottocento fino agli anni '70 del novecento. Due sono le tematiche centrali che mi hanno colpito: la tendenza, spesso per autodefinirsi, a stigmatizzare alcune categorie di soggetti come marginali e di conseguenza emarginarli; l'immagine fissa, statica e monolitica che il racconto mainstream fa di queste categorie di persone.

    Questi due fenomeni mi sono subito apparsi trasversali: non riguardano solo la realtà straniera, ma anche quella italiana. Penso che la riflessione su questo aspetto possa aiutarci a sviluppare un'educazione interculturale che vada veramente al nocciolo del problema: da dove nascano queste tendenze.